Spreco alimentare: quale futuro ci attende? I Lions riuniti per combattere lo spreco

TERNI 25 febbraio 2016

di Francesco Dell’Aira,

referente distrettuale Comitato Cittadinanza Attiva

 Si è svolto a Terni, nella serata del 25 febbraio,  presso la bella sala conferenze del Garden Hotel  una interessante iniziativa interclub organizzata dai Club Terni HostSangemini Terni dei Naharti. Di grande attualità l’argomento e numerosi i partecipanti. Fra questi anche autorità cittadine e tanti graditi ospiti.

Moderatore ed organizzatore Cesare Cesarini.

L’iniziativa realizza uno dei service proposti quest’anno dal Distretto la “Fame nel Mondo” cui si ricollega , ovviamente, lo spreco alimentare. Problema ormai di dimensioni planetarie e che, purtroppo, comincia ad avvertirsi anche nelle comunità locali come quella di Terni.

Bella, quindi, l’iniziativa dei Presidenti Riccardo Paci e Simonetta Centurione, con la collaborazione di Cesare Cesarini , di organizzare questo incontro coinvolgendo due esperti del problema: Andrea Rosati e Valter Venturi.

Andrea Rosati è laureato in scienza delle produzioni zootecniche, ha conseguito il master in genetica animale nel Nebraska; è responsabile dell’ European Federation for Animal Science (EAAP) e del  World  Association of  Animal  Production.

La sua relazione introduce preliminarmente un excursus storico che prende avvio dalle teorie dell’economista inglese Thomas Malthus che attribuiva principalmente alla pressione demografica la diffusione della povertà  e della fame nel mondo innescando una disparità tra risorse prodotte e aumento della popolazione. Malthus affermava  che mentre la crescita della popolazione è geometrica, quella dei mezzi di sussistenza è solo aritmetica. Una tale diversa progressione condurrebbe a uno squilibrio tra risorse disponibili, in particolar modo quelle alimentari, e capacità di soddisfare una sempre maggiore crescita demografica.

Nella realtà questo si è dimostrato solo parzialmente vero perché sono  intervenute, in maniera significativa, la tecnologia e le  metodologie industriali a riequilibrare la forbice della crescita demografica e della produzione alimentare.

I problemi che devono invece essere ancora più significativamente affrontati  sono quelli legati alle “perdite” di risorse all’interno della filiera commerciale che va dalla produzione alla distribuzione al consumatore e, specie per quest’ultimo, gli “sprechi”.

Ridurre le perdite  con strumenti più idonei di  conservazione, trasporto e protezione degli alimenti è possibile ed attuabile con un più adeguato ricorso alle nuove tecnologie. Ridurre gli sprechi è atto morale che ciascuno di noi deve responsabilmente perseguire.

Valter Venturi, dirigente ENI, è il Presidente del Banco Alimentare Umbria, fa parte del Consiglio Nazionale della Fondazione Banco Alimentare e del Comitato Umbria per la gestione del volontariato.

Nella sua relazione fa particolare riferimento appunto agli sprechi e a come questi possono diventare una risorsa. La mission del Banco alimentare è appunto quella di  recuperare le eccedenze  dalla filiera agroalimentare, dalla grande distribuzione e dalla ristorazione collettiva per ridistribuirle gratuitamente alle strutture caritative. In Umbria ne sono operative 186  e hanno sostenuto nel 2015 oltre 22.000 persone bisognose. Porre al centro la cultura della carità, che guarda alla persona come unica ed irripetibile, realizza scopi sociali (utilizzo di prodotti ancora idonei), economici (restituendo valore economico ai prodotti non vendibili) ambientali (costi di smaltimento dei rifiuti).

In Italia un dato molto significativo, nel 2015 il Banco Alimentare ha distribuito 1.058.000 Kg di alimenti per un valore di oltre 3 milioni di euro.

L’iniziativa riprende quindi compiutamente il tema del Centenario del Lions Club International che è appunto “la fame nel Mondo”.

Un tema globale affrontato ad Expo 2015 e con la Carta di Milano che chiama ad impegni precisi cittadini, istituzioni, imprese ed associazioni. Si raccolgono così nel nostro Paese i principi di ridefinizione degli obiettivi di sviluppo del millennio delle Nazioni Unite in tema di nutrizione per eliminare la fame e ridare equilibrio fra le popolazioni del mondo. Alcuni paesi dell’Africa e dell’Asia evidenziano percentuali di indisponibilità alimentare per oltre il 35% della popolazione, mentre nei paesi occidentali oltre  un milione di persone ha problemi di obesità. Ciò è intollerabile.

L’attuale situazione impone di ripensare nuovi modelli di sviluppo puntando ad una maggiore  sostenibilità economica, ambientale e sociale che rimette al centro la persona umana, riconoscendo il diritto fondamentale di ogni individuo alla libertà dalla fame.  Le statistiche del WFP (Programma Alimentare Mondiale) che combatte la fame nel mondo rivela che un terzo di tutto il cibo prodotto (1,3 miliardi di tonnellate) non viene mai consumato. Lo spreco alimentare rappresenta un’opportunità mancata per migliorare la sicurezza alimentare globale in un mondo dove una persona su nove soffre la fame.  Secondo le ultime statistiche della FAO ci sono 795 milioni di persone che soffrono la fame nel mondo, di cui il 98% vive nei Paesi in via di sviluppo. La distribuzione nei continenti è la seguente:  511,7 milioni inAsia; 232,5 milioniinAfrica; 34,3 milioni inAmerica Latina e Caraibi; 14,7 milionineiPaesi sviluppati.

E ciascuno di noi può fare certamente qualcosa di concreto anche nella vita quotidiana con azioni di cui quelle esposte nelle relazioni sono un esempio: nessuno spreco, nessuna perdita, solidarietà sociale.

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